Ottimo articolo del cesp di padova sul progetto Vales.Da leggere se avete a cuore la scuola pubblica

NON NEL NOSTRO NOME! – Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova.
Ottimo articolo del cesp di padova sul progetto Vales.Da leggere se avete a cuore la scuola pubblica

NON NEL NOSTRO NOME! – Centro Studi per la Scuola Pubblica di Padova.

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| SANTA LUCIA “Alleanza democratica” è la prima lista pronta a candidarsi |
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| Sabato 17 Dicembre 2011, |
| Verso le elezioni comunali. Tante anime, stessi valori, un unico obiettivo: riprogettare un paese che è diventato il dormitorio di Conegliano. È l’obiettivo principale di “Alleanza Santa Lucia democratica” la prima lista candidata alle prossime elezioni amministrative cittadine che si rivela al pubblico. La coalizione riunisce Progetto Santa Lucia, il Partito Democratico, i partiti della federazione della Sinistra e singoli cittadini che «hanno deciso di farsi parte attiva per la costituzione di una lista civica di coalizione alternativa all’attuale maggioranza, valorizzando anche il lavoro svolto dalle attuali opposizioni in consiglio comunale». “Alleanza Santa Lucia democratica” si presenterà con un simbolo che richiama la trasparenza e il Tricolore e con un programma che mette al centro la partecipazione della gente. Tra i punti delle linee programmatiche ci sono una viabilità più sicura, strutture per prima infanzia, nuova palestra comunale, piste ciclabili e marciapiedi, rientro dei vigili in paese con un costante controllo del territorio e altro. «Abbiamo costruito un gruppo ben coeso» spiega Daniela Granzotto, segretario del circolo Pd. «Una lista nata in modo diverso dal solito – ha detto Luigi Bariviera, attuale capogruppo di Progetto Santa Lucia – dal basso verso l’alto, perché prima si è formato il gruppo e poi è stato scelto il candidato sindaco». Che per ora non è stato svelato.
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L’opposizione unita per conquistare l’eredità di Fantinel
17 dicembre 2011 — pagina 45
SANTA LUCIA «Siamo partiti dalla base e da un programma condiviso, vogliamo progettare un nuovo paese favorendo la partecipazione dei cittadini». Questo è uno dei punti cardine di «Alleanza Santa Lucia democratica», la prima lista che si presenta in vista delle prossime elezioni comunali. Al suo interno vi sono diverse anime che spaziano dal mondo imprenditoriale a quello sindacalista. Da diversi mesi Progetto Santa Lucia che in questi cinque anni ha fatto parte dell’opposizione, il Pd, i partiti della federazione della sinistra e alcuni cittadini stanno lavorando al progetto. «Si tratta di una lista civica» precisano i promotori, che hanno stilato 15 pagine in cui hanno delineato le linee guida. «La politica dei muscoli – spiega Alleanza Santa Lucia democratica – e di un muro di gomma adottata dall’attuale maggioranza che ha escluso cittadini e opposizioni hanno confermato l’assoluta necessità di un cambiamento dopo vent’anni del tandem Szumski-Fantinel». Favorire la partecipazione dei cittadini, rispetto del territorio e dell’ambiente, studiare una diversa e più sicura viabilità, riportare in paese i vigili, porre attenzione al sociale, accorpare servizi e ottimizzare le spese, riportare al comune la gestione diretta delle fiere, soluzioni per superare le crisi aziendali, sono alcuni dei punti del programma. Tra i promotori ci sono: Piero Bernardi, Luigi Bariviera e Giorgio Piai di Progetto Santa Lucia, Daniela Granzotto segretario del Pd di Santa Lucia, Piero Marcon segretario di Rifondazione comunista e Omar Lapecia Bis del Pdci e Federazione della sinistra. Il candidato sindaco verrà ufficializzato nei prossimi giorni. Verrà scelto attraverso una sorta di primarie con una votazione tra le diverse persone che hanno collaborato al progetto. Alleanza Santa Lucia democratica si contrappone quindi all’attuale maggioranza formata da Pdl e Lega. Il centro-destra ancora non ha scoperto le sue carte per le prossime comunali di primavera. L’unica cosa certa è che non potrà ricandidare come primo cittadino il sindaco Fiorenzo Fantinel perché è al termine del secondo mandato.
Arriva alla camera la proposta di legge del responsabile scuola Pdl Garagnani:
I professori che fanno «propaganda politica o ideologica» nelle scuole potranno essere puniti con la sospensione dell’insegnamento da 1 a 3 mesi. A vigilare sulla purezza delle lezioni in classe il dirigente scolastico.
Sulle prime uno s’indigna poi razionalizza.Spero allora che questa proposta venga applicata anche ai
dirigenti scolastici.Troppe volte li abbiamo visti piegati alle esigenze del politico di turno,svendere l’istituzione che rappresentano….Troppe pose della prima pietra,consegna delle chiavi,taglio del nastro,inaugurazioni della stessa scuola e sempre il venerdì o sabato antecedente un turno elettorale.Altri invece che offrono le proprie (o meglio le nostre )scuole come ufficio al politico locale di riferimento.Questi comportamenti sono ben più gravi che il tentativo di sviluppare attraverso una discussione franca di una coscienza critica nei nostri allievi.Ma forse è questo il vero pericolo che ha colto questo parlamentare,una generazione che si svegli dal torpore e che cominci a ragionare con la propria testa è molto pericolosa per chiunque.
Allora applichiamolo se mai ci sarà questo decreto,vedrete come in poco tempo
resteremo senza dirigenti scolastici !
Io insegno cucina all’inizio di ogni anno alle mie nuove classi propongo un gioco: indicatemi un piatto,una preparazione al 100% autoctona,indigena…panico,delusione da parte degli studenti quando scoprono che i piatti identificati anche da una certa retorica razzista come appartenenti all’identità del territorio in realtà non lo sono.
Ricordare a loro che senza Cristoforo Colombo non avremo avuto polenta ed anche i fagioli e senza un botanico belga il Radicchio di Treviso provoca delusione . Stanco alla fine qualcuno di loro tenta l’ultima carta e riscopre l’identità nazionale e tenta un ultimo assalto spaghetti al pomodoro e pizza!
Ok miei cari spaghetti dagli arabi e pomodoro dall’america…
Queste considerazioni mi sono venute quando per la prima volta ho visto quello stupido adesivo dove c’era scritto meno cuscus e più polenta.Il cibo ha sempre svolto un ruolo identitario, ma sarebbe opportuno capire bene cos’è l’identità e cosa sono le radici.
Una nozione che nel linguaggio corrente viene spesso sovrapposta a quella d’ identità: es. “restare fedeli alle proprie radici” (o: “alle proprie origini”), “conservare la propria identità”, ecc.
- I due termini (e i due concetti) risultano confusi.
RADICI ed IDENTITA
Partiamo da una considerazione:
- Le radici non sono l’identità.
- L’identità è ciò che noi siamo, qui e ora.
- L’identità non è una cosa che si ha, che si possiede, ma che si è (per questo non si può “perdere”, ma solo modificare: il che avviene di continuo, se l’identità è viva).
- Le radici sono la linfa vitale (originata da sorgenti diverse, talora lontane) di cui la nostra identità si è alimentata nel corso del tempo. Sono gli elementi, gli
“ingredienti” che interagendo fra di loro hanno consentito a questa identità di ingredienti che, loro, formarsi e di modificarsi.
- Radici = la rete degli incontri e degli scambi che una cultura ha storicamente intrattenuto con altre culture.
Montanari usa un esempio fulminante su questo rapporto tra radici ed identità
- Le “radici” non sono un punto della storia a partire dal quale tutto prende origine. Non sono la “cima” di una carota da scoprire sotto terra.
- Usiamo la metafora fino in fondo. Le radici, sotto terra, si allargano.
- Più andiamo a fondo nella ricerca, più ci allontaniamo da noi, dalla nostra identità.
LE RADICI SONO GLI ALTRI
